'Fermare l'escalation e proteggere i civili'.
È l'appello di Alberto Cairo, presidente di Nove Caring Humans da Kabul, la capitale afghana colpita nella notte dal bombardamento di caccia pakistani che hanno colpito diversi distretti e provocato oltre 400 morti e centinaia di feriti.
Tra gli obiettivi dell'attacco, spiega Cairo, la struttura medica di riabilitazione per tossicodipendenti Omid Center, con 2,000 letti, che si trova in quella che era la base americana Phoenix, sulla strada di Pul-i-Charkhi, che conduce a Jalalabad e al Pakistan.
Inoltre, il campo di addestramento militare Kabul, situato nella stessa zona, l'area di Shah Shaihid e probabilmente anche il quartier generale del ministero della Difesa.
'Per quanto sia definito conflitto a intensità ridotta, per la popolazione resta una guerra a tutti gli effetti, con gravi implicazioni di sicurezza ed economiche. Nessuno può prevedere quando nuovi attacchi avranno luogo e dove. Che un centro medico sia stato colpito - racconta il presidente della ong - spaventa moltissimo e convince la popolazione che non esistono posti sicuri. La chiusura del confine tra i due Paesi e il blocco degli scambi commerciali hanno fatto lievitare i prezzi di molti beni, primi fra tutti quelli alimentari. Considerando la già molto precaria condizione economica e sociale dell'Afghanistan, non si prevede una serena festa dell'Eid (la fine del Ramadan) tra pochi giorni'.











