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La circolare Inps del 16 marzo definisce il nuovo calendario dell’adeguamento alla speranza di vita per il biennio 2027-2028
Sul fronte pensioni, il biennio 2027-2028 si profila come un passaggio delicato. La circolare diffusa dall’Inps il 16 marzo, d’intesa con il Ministero dell’Economia e con quello del Lavoro, rimette ordine in uno dei dossier più sensibili per lavoratori e imprese: l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita. Il quadro che emerge delinea una stretta graduale, destinata a incidere sull’età di uscita e sugli anni di contribuzione richiesti, con effetti differenziati a seconda delle categorie coinvolte.
Il primo fronte interessato è quello della pensione di vecchiaia, per la quale si prevede un incremento progressivo dei requisiti anagrafici. Per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, alla Gestione separata dell’Inps, alle forme sostitutive e per i lavoratori rientranti nel sistema contributivo, l’attuale soglia dei 67 anni salirà a 67 anni e un mese nel 2027 e a 67 anni e tre mesi nel 2028. Resta fermo il requisito dei 20 anni di contributi, mentre per i soggetti interamente nel sistema contributivo continua a valere anche il vincolo sull’importo minimo dell’assegno, che deve essere almeno pari a quello previsto per l’assegno sociale.







