Le parole del governatore in consiglio regionale. Poi il dibattito: la maggioranza difende il presidente, il centrosinistra all’attacco sui rapporti con la stampa
Marco Bucci questa mattina in Consiglio Regionale (foto Pambianchi)
Genova - “Quello di cui discutiamo non è un caso ma una polemica. E la politica ha il dovere di distinguere tra la polemica e la verità”: Marco Bucci prende la parola all'inizio del Consiglio Regionale. E il tema monopolizza l’assemblea dei liguri sino alla pausa delle 13. Con la minoranza a chiedere chiarezza e denuncia “l’inadeguatezza a ricoprire il ruolo” del presidente.
Bucci legge la sua relazione sul caso delle pressioni sul Secolo XIX: “Intervengo per riferire con chiarezza e senso delle istituzioni. Non esistono black list né vademecum, non ho mai fatto pressioni, è normale l'esercizio di critica”.
“Quel caso non esiste – ha detto il governatore – È stata costruita una narrazione che attribuisce a me e al mio staff atteggiamenti intimidatori. Non esistono dossieraggi, black list e vademecum. Esiste il confronto, che rientra pienamente nel perimetro dell'articolo 21 della Costituzione. Noi siamo la parte lesa: i cittadini liguri, lo staff e la presidenza della Regione. Non è mai accaduto un caso di dossieraggio occulto. Il mio staff, come ogni ufficio pubblico, monitora e segnala. Questo non è un sopruso. Se segnalare un articolo ritenuto sbilanciato è un sopruso, allora sono tutti colpevoli nelle istituzioni”.











