BOLOGNA – Viviamo un tempo in cui "si umilia il diritto internazionale". E senza questo, "la regola diventa la forza". Così il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente Cei, torna a intervenire sui conflitti e le guerre in corso nel mondo, che "sembrano non finire mai". Il cardinale ha celebrato questa mattina a Bologna la messa prepasquale per le forze armate e la polizia di stato.
Durante l'omelia, Zuppi punta il dito contro la "logica della forza" che domina ormai questi tempi, e contro gli "interessi che la giustificano". In questo senso, afferma il presidente Cei, si "umilia il diritto internazionale", lo si "irride tanto da farlo apparire inefficace e quindi da limitare".
In altre parole, avverte Zuppi, viene di fatto sostenuta "l'inutilità degli organismi internazionali e multilaterali che, anche se in questi 80 anni la guerra non è mai stata ripudiata, anche con la colpevole mancanza di riforma di questi organismi, garantivano comunque un luogo di confronto, di speranza, di giustizia internazionale, di regole del gioco a cui fare riferimento". Senza tutto questo, invece, "la regola diventa la forza".
Il presidente Cei conferma poi l'importanza della difesa. "Ma perché sia efficace, deve essere sempre accompagnata dall'intesa - avverte - la forza armata non è mai da deterrente se non è accompagnata dal dialogo, dal confronto, dal pensarsi insieme, dall'arte di risolvere i conflitti col dialogo". Zuppi quindi ammonisce: "La storia insegna, ma bisogna andare a lezione o bisogna almeno riguardarsi gli appunti, altrimenti ce la ricordiamo poco".









