Le associazioni Agens, Anav e Asstra, che rappresentano l'intero comparto del trasporto pubblico locale e dei servizi di linea e di noleggio autobus con conducente, evidenziano come l'andamento dei prezzi dei prodotti energetici, a seguito delle tensioni in Medio Oriente, stia generando una pressione crescente sui bilanci delle aziende del settore.

Dall'inizio dell'anno, - ricorda una nota delle tre associazioni - le quotazioni del gasolio hanno registrato un aumento significativo, vicino al 25%, con un impatto economico che per le imprese si traduce in maggiori costi stimati in oltre 30 milioni di euro al mese.

A ciò si aggiungono gli incrementi rilevati anche per il metano, compresso e liquefatto, e per l'energia elettrica.

L'approvvigionamento energetico rappresenta per le aziende la seconda voce di costo, con un'incidenza superiore al 15% della spesa complessiva: variazioni così repentine e marcate risultano difficili da assorbire, soprattutto in una fase in cui è necessario garantire continuità e qualità nei servizi erogati ai cittadini.

L'aumento dei prezzi dell'energia sta riducendo i margini operativi delle imprese e potrebbe generare ulteriori tensioni anche sugli altri fattori di produzione, contribuendo ad aggravare un quadro già molto delicato.