E’ stato diffuso sull’account Telegram del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, un messaggio scritto a mano dal leader che, secondo quanto riferito da Israele, è stato ucciso in un raid. “Il martirio dei soldati della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran a Dena - recita il messaggio - è parte dei sacrifici della coraggiosa nazione emersa in questo momento di lotta contro gli oppressori internazionali. Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana, e questi martiri getteranno le basi dell’esercito della Repubblica Islamica dell’Iran nella struttura delle forze armate per gli anni a venire”.

Il media israeliano Ynet ha avuto la conferma dal ministro della Difesa Israel Katz che il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è stato ucciso nell’attacco notturno dell’Idf a Teheran. Larijani era considerato l’uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica. È inoltre ritenuto ampiamente responsabile della brutale repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio.

L’ex ministro e negoziatore israeliano Ron Dermer ha ammesso con Ynet per la prima volta di essere tornato a lavorare per Benjamin Netanyahu e di essere stato incaricato di condurre i negoziati con il governo libanese. “Mi ha chiesto di intervenire”, ha dichiarato l’ex ministro, che si era ritirato dalla vita pubblica in novembre dopo i negoziati per l’accordo di pace a Gaza. Dermer ha raccontato di aver iniziato a “fare progressi con il Libano” verso un accordo politico: “È possibile parlare di un potenziale accordo di pace ma affinché un’intesa venga attuata Hezbollah dovrà essere disarmato. Non sacrificheremo la nostra sicurezza” (