Caro direttore, scrivo a distanza di un mese e mezzo dal mio intervento al seno, avvenuto il 30 gennaio 2026, con il desiderio di esprimere un ringraziamento profondo ai medici, al personale tecnico-sanitario e, più in generale, alla sanità padovana e veneta.
A metà dicembre ho aderito, come sempre con convinzione, allo screening mammografico al quale vengo invitata ogni due anni, certa dell'importanza fondamentale della prevenzione. A distanza di una settimana sono stata richiamata dall'ambulatorio screening per un approfondimento immediato di quanto emerso dall'esame. Una nuova mammografia e un'ecografia hanno evidenziato un piccolo nodulo di pochi millimetri. Mi è stato chiesto di autorizzare l'agoaspirato, ipotizzando si trattasse di una semplice cisti, che purtroppo non lo era.
Subito dopo è stata eseguita una biopsia, il tutto accompagnato da una gentilezza e da un'empatia capaci di infondere tranquillità anche in un momento così delicato. Il 7 gennaio sono stata contattata telefonicamente: Positivo. Da quel momento si è attivata una macchina organizzativa impeccabile, fatta di visite ed esami programmati con precisione dall'Azienda Ospedale di Padova e dall'Ulss 6, in vista dell'intervento entro la fine di gennaio.









