Una due giorni decisamente speciale, all’insegna della solidarietà e dell’impegno sociale, quella vissuta dai ragazzi della Primavera della Juventus. I calciatori del futuro, che stanno costruendo il proprio domani, hanno vissuto sulla loro pelle le iniziative del Banco Alimentare del Piemonte, dedicate a chi cerca in tutti i modi di aiutare chi non ha certezze nella quotidianità. Una collaborazione, quella tra il club bianconero e il Banco Alimentare, che è stata rafforzata e rinnovata dall’iniziativa andata in scena presso la sede di Moncalieri: un gesto concreto per avvicinare i giovani bianconeri al sostegno della comunità e al valore della solidarietà. Nella prima giornata i calciatori dell’Under 20 della Juventus si sono dedicati alla selezione e al riconfezionamento dei prodotti, approfondendo anche aspetti legati alla gestione delle scadenze e alla lettura corretta delle etichette. Nella seconda giornata, il 17 marzo, supporteranno la distribuzione presso Carità Senza Frontiere, una delle 560 organizzazioni partner del Banco in Piemonte, che nel 2025 hanno aiutato oltre 110.000 persone.

Scaglia, “un’esperienza formativa”

“Conoscere una realtà come il Banco Alimentare e incontrare direttamente i beneficiari permette ai nostri atleti di toccare con mano le fragilità delle persone”, ha spiegato Massimiliano Scaglia, responsabile della squadra Under 20 della Juventus. Un appuntamento che ha permesso ai giovani calciatori di affrontare un momento formativo, per comprendere il lavoro del Banco Alimentare e l’importanza della sua missione, quindi di dare il proprio contributo concreto nella preparazione dei pacchi alimentari destinati alle persone in difficoltà. A Moncalieri, nella sede del Banco Alimentare Piemonte, i giovani bianconeri hanno sistemato prodotti, organizzato scatole e collaborato alla logistica della distribuzione: “È un’esperienza che forma, sensibilizza e arricchisce, sia sul piano umano che professionale. Dopo l'imbarazzo iniziale, nell'operatività che questa esperienza oggi ci ha garantito, si sono create delle dinamiche di gruppo in cui ognuno si è ritagliato il proprio compito. Si sono suddivisi i compiti, collaboravano, si incitavano, sembrava di rivedere un po' lo spirito che si crea ogni tanto in allenamento e poi durante le partite”, ha concluso Scaglia.