Aquell'hacker basta un computer collegato al web per mettere a segno colpi da 200-300mila euro al giorno.
Semplicemente stando seduto su una poltrona, per conto di questo o di quel clan. Sono 16 le persone legate al clan Mazzarella finite nella rete dei carabinieri e della Dda di Napoli nell'ambito di un'indagine che ha fatto luce sulle frodi informatiche della camorra, che clona i siti web delle banche per svuotare i conti dei clienti. L'hacker, un 25enne - che non figura tra gli indagati - è soprannominato il "polacco". Una sessantina le vittime, tra il 2022 e il 2024.
Ad avvalersi delle sue conoscenze è principalmente il clan Licciardi, acerrimo rivale dei Mazzarella, a cui comunque è stato 'concesso' perché, in tempo di pace, il business ha la massima priorità. Dalle indagini è emerso che ad una vittima sono stati sottratti, in un sol colpo, quasi 60mila euro e che in un giorno i malviventi si appropriavano anche di 2-300mila euro, utilizzando due diverse modalità d'azione. Agivano da Nord a Sud dell'Italia, e anche tra Barcellona e Madrid. Tra i destinatari dei 12 arresti (le altre 4 misure sono divieti di dimora in Campania) figurano anche figure apicali del clan Mazzarella. Tra le vittime una dipendente bancaria, riuscita a salvarsi grazie a una provvidenziale telefonata al responsabile della sicurezza del suo istituto bancario. Due i gruppi individuati, uno capeggiato da Ciro Mazzarella, l'altro dal cugino Michele Mazzarella e, poi, da Marianna Giuliano, della storica famiglia di camorra, compagna di Michele.








