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Ultimo aggiornamento: 16:43
Il racconto di una delle truffe informatiche meglio riuscite del clan Mazzarella arriva dalla Toscana, da Lucca. Una mattina del marzo 2024 un signore si presenta ai carabinieri e spiega come lo hanno ripulito di 48.500 euro. In mattinata aveva ricevuto dal numero verde Bnl una telefonata di un sedicente dipendente, che gli chiedeva se era lui l’autore di un bonifico di quell’importo, e in caso contrario di correre in filiale a bloccarlo. Poco dopo, altra telefonata da un numero riferibile alla polizia postale: un sedicente “ispettore De Angelis” gli confermava che stavano provando a derubarlo.
Immaginate il panico dell’uomo mentre riceve una terza telefonata, stavolta dal cellulare del finto dipendente Bnl, che gli suggerisce come salvare i suoi risparmi: andare in filiale, non dire nulla al dipendente ‘vero’ (“potrebbe essere un complice”) e spostare i risparmi verso conti correnti sicuri di un’altra filiale a Montecatini, sulle coordinate Iban che gli avrebbe fornito con un messaggio. “Metta in causale che è per l’acquisto di un casolare, così non desta sospetti”. L’uomo aveva prima riscontrato i numeri di telefono dai quali aveva ricevuto le chiamate, e avendoli trovati corrispondenti a quelli della Bnl e della polizia postale, si è fidato ed ha obbedito. Si è accorto della truffa quando si è recato a Montecatini e ha scoperto che il direttore era ignaro di tutto.








