MILANO – Altre due simulazioni che hanno spostato punti. Contatti accentuati, un tuffo più o meno scenografico, il tentativo di ingannare l’arbitro. A due settimane dall’ormai celebre caso Bastoni, nonostante l’onda di polemiche che ha fatto seguito all’episodio che ha deciso Inter-Juventus e le scuse pubbliche del giocatore, le simulazioni continuano a esserci. Più di una, con esiti diversi: c’è l’arbitro che fischia e punisce chi lo prova a ingannare, e quello che premia il tentativo.

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di Niccolò Maurelli

Dumfries e il contatto accentuato in Inter-Atalanta

L’Atalanta ha pareggiato a San Siro con un gol di Krstovic, nato da un pallone perso da Dumfries. Come? In vantaggio su Sulemana, il laterale interista si è lasciato cadere non appena toccato dall’attaccante avversario. Sulemana gli appoggia una mano sulla schiena, mentre lo stesso Dumfries lo tiene a distanza con il braccio destro. E poi, sentito il tocco, si butta per terra. L’Atalanta segna, l’arbitro Manganiello non fischia, il Var non lo richiama e i vertici arbitrali approvano la decisione (meno quella sul rigore non concesso a Frattesi). Chivu si è arrabbiato, l’Inter pure, ma perché Dumfries in vantaggio su Sulemana ha aspettato solo il tocco dell’avversario per lasciarsi cadere? Perché non ha passato il pallone a Sommer, non lo ha spazzato in curva, non ha fatto una qualsiasi altra scelta che non presupponesse provare a beffare l’arbitro guadagnandosi un calcio di punizione?