Un piccolo dettaglio che racconta molto di come oggi si protegge la sicurezza delle istituzioni. Nelle fotografie diffuse dopo l’ultima riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduta da Sergio Mattarella, sul tavolo compaiono alcune custodie scure (nei cerchi rossi) accanto ai dossier e ai documenti di lavoro. Prima che la riunione entri nel vivo, i partecipanti – le principali autorità politiche e militari del Paese – vi ripongono il proprio smartphone. Non si tratta di una semplice formalità protocollare, ma è una procedura di sicurezza pensata per isolare completamente i telefoni da qualsiasi rete e da ogni possibile compromissione con l’esterno.

Quelle custodie sono le cosiddette Faraday bag, buste schermanti progettate per bloccare i segnali radio. Una volta inserito all’interno, lo smartphone non riesce più a collegarsi alla rete cellulare, al Wi-Fi, al Bluetooth o ai sistemi di localizzazione satellitare. Dal punto di vista delle comunicazioni diventa, di fatto, invisibile alle reti. Queste piccole custodie entrano così a far parte del rituale delle riunioni più sensibili dello Stato, in un contesto in cui si discutono questioni di sicurezza nazionale.

Il principio fisico che rende invisibili i telefoni