Ecco i top e i flop, i vincitori, gli sconfitti e gli assenti, i pareggi e i momenti fuori programma della cerimonia dell’Academy 2026 al Dolby Theatre di Los Angeles
Conan O’Brien: Flop
È una presenza che non convince e sono poche le battute che vanno a segno. Fa sorridere, vestito da Amy Madigan, mentre salta dalla macchina di Del Toro nella carrellata iniziale; non male la scenetta finale, quando gli comunicano che lo hanno nominato presentatore a vita della cerimonia e gli danno un ufficio con vista, poi il gas si sprigiona e gli consegnano un sorriso congelato. La citazione di Una battaglia dopo l’altra e Sean Penn funziona, ma considerando O’Brien è fuori scala pure quella. Battuta riuscita su Chalamet: “Il livello di sicurezza è molto alto stasera, mi dicono che temono attacchi dalle comunità dell’opera e del balletto”. Accolta dal gelo quella su Epstein: “Non ci sono attori britannici nominati stasera… un portavoce ha detto: ‘Beh almeno noi arrestiamo i nostri pedofili’”.
Timothée Chalamet: Flop
Proprio come il personaggio Marty Supreme, l’attore e vera star di una generazione tenta l’autosabotaggio. Nel film che lo ha visto candidato è bravissimo, è il migliore della cinquina in corsa da miglior protagonista. Ma a forza di stare sopra le righe e dentro look laccatissimi su tutti i tappeti rossi calpestabili finisce per diventare la caricatura di sé stesso. L’affermazione su teatro e balletto, a cui non andrebbe più nessuno, non è degna di lui e rischia di marchiarlo per parecchio tempo. Ora è il momento di jeans e silenzio, altrimenti il prossimo messia di Dune lo accolgono a pernacchie.










