SPRESIANO - Colpo di scena nello sviluppo processuale dell’omicidio di Anica Panfile, 31enne rumena strangolata e abbandonata esanime nel Piave nel maggio del 2023: la Procura generale di Venezia ha avanzato la richiesta di nuova perizia tecnica sui dati raccolti dal telefono di Anica e di Franco Battaggia, che è stato assolto in primo grado “per non aver commesso il fatto” il 2 luglio dell’anno scorso. A novembre era poi stato presentato un ricorso dal sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo.

Si tratta di una richiesta insolita, come sottolinea l’avvocato difensore Fabio Crea: «Considerando il comportamento della Procura di Treviso, che aveva rifiutato ogni consulenza di parte o perizia, questo è quasi un colpo di scena» spiega ai microfoni di Antenna 3 in Corso del Popolo, a Treviso.

La perizia riguarda principalmente i tabulati telefonici di Battaggia e della vittima e in particolare lo spostamento e l’attività sul telefono di Anica Panfile. «Rivelerà elementi incompatibili con l’ipotesi della Procura secondo cui Battaggia avrebbe spento il telefono della signora Panfile a casa sua nel momento dell’omicidio», sottolinea il legale.

La richiesta della nuova perizia era stata già avanzata dall’avvocato Crea durante il primo grado, ma non era stata accolta. «Avevo anche “sfidato” la Procura a fare una propria consulenza, ma la Procura aveva sempre sostenuto che i dati tecnici fossero coerenti con l’accusa e che non servisse alcuna perizia», ricorda. Ora invece la Procura generale di Venezia chiede di tornare a scavare negli ultimi momenti di vita della vittima.