Lamberto Cardia fu prima commissario e poi Presidente della Consob. Appena nominato Presidente, dovette subito affrontare la crisi Parmalat e successivamente la crisi Lehman . Due crisi gravissime di fiducia per i mercati. La prima, simile alla crisi Enron statunitense, nacque da un fallimento dei controlli endosocietari. La seconda fu una crisi importata dagli Usa che colpì tutti i mercati e avviò un periodo di forte tensione negli operatori di borsa. Cardia gestì poi i casi Fiat-Ifil-Exor, importanti operazioni su alcune delle principali banche italiane come Antonveneta e Bnl, nonché la scalata a Rcs.
Nel corso di quelle operazioni ci indicava sempre di «fare con serenità il nostro dovere», senza mai influenzare la attività di vigilanza degli uffici. Capì che la Consob doveva rafforzarsi nella capacità di analisi finanziaria e dei mercati, oltre che di esperienza giuridica e contabile, che gia’ possedeva robuste. Mi diede personale impulso di spostare la vigilanza da ex post a ex ante, per intercettare possibili frodi di bilancio, a maggior riparo del risparmio italiano. Aveva la schiena dritta e tenne sempre fede alla parola data.
Tre settimane fa gli avevo fatto visita in clinica e lo avevo trovato lucido e acuto come sempre, attento al quadro internazionale. E’ stato un vero Uomo di Stato, dal profondo senso istituzionale e, per chi ha avuto la fortuna di lavorarci insieme, un Maestro di intelletto e impegno, stimato e amato dal personale della Consob.






