Una storia da film, ma tremendamente reale, quella del finto agente segreto che prometteva incarichi di governo. Una truffa, per la quale al termine di una lunga indagine è finito in manette un uomo.
Per mesi, secondo gli inquirenti, il 33enne avrebbe messo in piedi una sceneggiatura studiata nei minimi dettagli per accreditarsi come figura vicina ai vertici dello Stato. Prima si sarebbe presentato come prefetto o viceprefetto, poi, una volta conquistata la fiducia delle persone avvicinate, avrebbe fatto un passo ulteriore, sostenendo di essere un uomo dei servizi segreti con agganci nei palazzi del potere. È in quel momento che sarebbe scattata la proposta: posti e incarichi alla Presidenza del Consiglio, ottenibili grazie alle sue relazioni, in cambio di somme di denaro anche molto elevate.
A rendere credibile la messinscena avrebbero contribuito auto di grossa cilindrata con lampeggiante, badge istituzionali contraffatti e incontri organizzati nei pressi di sedi simboliche della politica e dell'amministrazione. Alcune vittime, convinte di trovarsi davanti a un uomo davvero inserito negli ambienti governativi, gli avrebbero consegnato decine di migliaia di euro. Il totale incassato, stando alle prime ricostruzioni, potrebbe sfiorare i 150mila euro.






