Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 7:28
di Roberta Marchi
L’8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, le piazze di molte città si sono riempite di persone. Donne, ma anche uomini, sono scesi in strada per protestare contro la violenza di genere, le disuguaglianze ancora diffuse e una società che continua a reggersi su strutture patriarcali. Anche quest’anno cortei e manifestazioni hanno ricordato che il femminismo non è una questione del passato, ma una lotta viva e necessaria.
Molte di noi erano in piazza. E proprio da quelle piazze emerge con sempre maggiore forza una parola chiave dei movimenti contemporanei: intersezionalità. L’idea che le diverse forme di oppressione non agiscano da sole, ma si intreccino tra loro e si rafforzino a vicenda. Sessismo, razzismo, classismo, abilismo e altre gerarchie sociali condividono strutture di dominio simili e si alimentano attraverso logiche comuni di sfruttamento e disuguaglianza.







