di Mario Sechisabato 14 marzo 20269' di letturaMinistro Antonio Tajani, dopo le comunicazioni del premier Meloni in Parlamento e il Consiglio Supremo di Difesa, che cosa cambia?

«Noi abbiamo lanciato un messaggio alle opposizioni. Continueremo a informarli, anche se non hanno voluto aprire un tavolo. Abbiamo dato massima disponibilità per coinvolgere tutti sulla politica estera. Questa è una situazione che riguarda tutti gli italiani, non è solo una questione di maggioranza».Il Financial Times ha scritto che il governo ha un dialogo aperto con l’Iran per aprire Hormuz alle navi italiane.

«Non c’è nessuna trattativa sotto banco per passare per Hormuz. Smentisco assolutamente».Cosa farete con i militari italiani impegnati nelle basi in Medio Oriente?

«Stiamo riducendo i contingenti. Ma rimarrà sempre qualcuno a Erbil e in Kuwait, perché noi manteniamo fede agli impegni internazionali».Sono incuriosito dal suo rapporto con Marco Rubio. Cosa vi dite al telefono lei e il Segretario di Stato americano?

«Marco Rubio ormai lo considero un amico, lo stimo molto, ha un’importante storia politica e lo apprezzo anche come persona. Ricordo quando a Roma siamo stati a cena con le mogli a Villa Madama: fu una serata in cui non si parlò solo di politica, ma si parlò di fede. Rubio è profondamente cristiano, anche da un punto di vista culturale. E mi ha colpito molto».Anche lei è praticante? Va in chiesa con sua moglie?