Da parte di Viktor Orban altre parole, durissime, contro Volodymyr Zelensky. Il primo ministro ungherese ha dichiarato che l’Ungheria non diventerà una “colonia ucraina” e non cederà alle “minacce e ai ricatti” del presidente ucraino. In un videomessaggio trasmesso dalle emittenti televisive ungheresi, Orban ha invitato i cittadini a partecipare il 15 marzo a Budapest alla “Marcia per la Pace”, organizzata in occasione della festa nazionale che commemora la Rivoluzione del 1848.
“Uniamoci contro il ricatto ucraino. L'Ungheria non sarà una colonia ucraina; Zelensky non è al comando qui!”, ha affermato Orban. Il premier ha quindi accusato Kiev di esercitare pressioni politiche su Budapest attraverso il blocco del transito petrolifero, sostenendo che l’Ucraina continua a impedire il funzionamento dell’oleodotto Druzhba, “di vitale importanza per l'Ungheria e la Slovacchia”. Orban ha inoltre riferito che le autorità ucraine non avrebbero consentito a un gruppo di esperti ungheresi, arrivati a Kiev l’11 marzo, di ispezionare l’infrastruttura. “Questa è un'ammissione di colpa”, ha aggiunto.
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