L’economia americana, paralizzata dallo shutdown governativo di 43 giorni dello scorso autunno, è cresciuta a un tasso inaspettatamente basso dello 0,7% (annualizzato) da ottobre a dicembre, secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, in una significativa revisione al ribasso della sua stima iniziale. Persistono intanto anche in questo inizio d’anno le pressioni inflazionistiche. Mentre tra promesse di rilancio e dazi al commercio, è un quadro economico preoccupante quello degli Usa entrati in una fase problematica già prima che la guerra scatenata da Donald Trump contro l’Iran sconvolgesse i mercati petroliferi e finanziari.
La crescita del Pil risulta la metà dell’1,4% (sempre annualizzato) inizialmente stimato, ed è deludente per gli economisti che si aspettavano una revisione al rialzo. L’espansione è inoltre diminuita drasticamente rispetto al 4,4% del terzo trimestre del 2025 e al 3,8% del secondo.
Nel corso dell’intero 2025, il Pil è cresciuto del 2,1%, un dato solido ma inferiore alla stima iniziale del 2,2% e al 2,8% del 2024 e al 2,9% del 2023.
Nel quarto trimestre, la spesa e gli investimenti del governo federale, duramente colpiti dallo shutdown record, sono crollati del 16,7%, riducendo la crescita del quarto trimestre di 1,16 punti percentuali. La spesa dei consumatori è cresciuta del 2%, meno del 3,5% del terzo trimestre e del 2,4% inizialmente stimato. Gli investimenti delle imprese, escluso l’immobiliare, sono aumentati del 2,2%, grazie agli investimenti nell’AI, ma l’incremento è risultato inferiore al 3,2% del terzo trimestre e al 3,7% previsto inizialmente. Anche le esportazioni sono diminuite del 3,3%, in modo più marcato.








