E’ arrivato “a un punto della vita in cui non ho più voglia di essere politicamente corretto”. Ce l’ha con i leader che negano la crisi climatica e con l’odio che attraversa l’America tra “agenti armati in strada e persone estradate”. Pensa sia il momento di opporsi... Una battaglia dopo l’altra. Come il film che potrebbe regalargli un altro Oscar
di Roberto Croci
4 minuti di lettura
Sostiene Leonardo DiCaprio che c’è un film che ha segnato la sua storia. La Valle dell’Eden. Come spettatore ma anche, seguendo una definizione che ormai lo accompagna tipo sottotitolo della biografia, come “miglior attore della sua generazione”. “A 19 anni feci persino un’audizione per interpretare James Dean in un biopic. Il regista, Michael Mann, mi disse che ero troppo giovane. Il progetto non fu mai realizzato”. Destino. Lo stesso che, ne è convinto, lo ha portato solo di recente a girare con Paul Thomas Anderson. Una prima volta diventata Una battaglia dopo l’altra, film che gli ha fatto guadagnare l’ottava nomination agli Oscar e che, il 15 marzo, potrebbe fargli conquistare una seconda, meritatissima statuetta. “Avremmo potuto lavorare insieme sin dai tempi di Boogie Nights - L’altra Hollywood, una delle sue prime opere. Lui mi voleva. Lessi la sceneggiatura, ma ai tempi preferii fare Titanic. Mi resta un grande rammarico”.









