VENEZIA/TREVISO - Per la prima volta, la questione delle adozioni per le coppie gay arriva davanti alla Corte costituzionale. A portarla fino al palazzo della Consulta è il Tribunale per i minorenni di Venezia, dopo aver valutato il caso di due uomini trevigiani quarantenni uniti civilmente, intenzionati ad adottare un bambino.
La loro richiesta è stata portata all’attenzione dei giudici dalle avvocate del foro di Treviso Valentina Pizzol e Eleonora Biondo, che miravano proprio a spingere il Tribunale dei minori a richiedere il parere della Corte costituzionale. I giudici veneziani, dal canto loro, hanno dato ragione alle due legali, ritenendo che la legge che oggi consente l’adozione solo alle coppie etero sposate o ai single rischia di produrre effetti “irragionevoli e discriminanti” non solo per gli omosessuali, ma anche per i minori in stato di abbandono. Per questo, il tribunale ha chiesto alla Corte costituzionale di valutare se la norma sia in contrasto con i principi di uguaglianza previsti dalla Costituzione. La coppia, unita civilmente dal 2019, è inoltre già stata valutata da psicologi e assistenti sociali come “solida ed equilibrata”, idonea cioè ad accogliere un bambino.








