Giusto tenere un canale sempre aperto di comunicazione con il governo in questa delicatissima fase ma niente tavoli che, per dirla con M5s e Avs, diventino "passerelle per le tv a Palazzo Chigi".
Le opposizioni non si fidano: restano guardinghe e persistono - ad eccezione di Azione - in una posizione di chiusura su un coordinamento fisso sulla politica internazionale. Anche se con sfumature diverse. Con un'area più dialogante con Iv e +Europa, una più netta con M5s e Avs e i Dem che mettono sul piatto le condizioni per poter eventualmente andare a vedere in primis - come sottolinea la segretaria Elly Schlein - una presa di posizione netta nei confronti dell'amministrazione Usa.
"Al momento - riassume il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani - la disponibilità ad accettare l'invito della premier è arrivata solo da Calenda, gli altri leader continuano ad avere un atteggiamento di contrasto totale. Il governo è disponibile, l'opposizione continua a restare sulle barricate". L'esecutivo resta in pressing ma il centrosinistra appare comunque compatto sul no. E' duro Giuseppe Conte: "Lo scambio di informazioni col governo - osserva - è necessario. Ma per lo scambio istituzionale la sede è il Parlamento. La passerella a Chigi a cosa serve?". La stessa linea di Avs: "Il tavolo - evidenzia Angelo Bonelli - non è percorribile perché la premier continua a non condannare gli Usa" e "passerelle per andare davanti alle tv proprio no". E' un "campo largo chiamato Giuseppi", commenta il leader di Azione Carlo Calenda secondo il quale, inoltre, il leader pentastellato ha costretto Schlein a seguirlo sul no. E se la prende anche con Matteo Renzi con il quale aveva sottoscritto la risoluzione sulle comunicazioni della premier Meloni ma che ora "dice che la pensa come il Pd, che però fa ciò che decide Conte".






