L'Italia rafforza il suo ruolo nella grande ricerca astronomica internazionale con la visita del ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ai siti dello European southern observatory (Eso) nel deserto di Atacama, in Cile, dove sorgono alcuni dei telescopi più avanzati al mondo.

Con la presenza del presidente dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) Roberto Ragazzoni, la delegazione italiana ha raggiunto, a oltre 3.000 metri di quota, il cantiere dell'Extremely large telescope (Elt), il più grande telescopio mai costruito per osservazioni nella luce visibile e nell'infrarosso.

Il progetto vede un contributo rilevante della comunità scientifica nazionale, coordinata dall'Inaf, impegnata nello sviluppo di strumenti e tecnologie di altissima precisione. Anche sul piano industriale il coinvolgimento italiano è significativo: un consorzio di aziende si è aggiudicato la realizzazione dell'edificio, della cupola orientabile e della struttura di supporto del telescopio, per un valore superiore ai 360 milioni di euro.

"La presenza italiana all'Extremely Large Telescope - ha dichiarato il ministro Bernini - dimostra in modo concreto quanto la ricerca sia uno strumento strategico di proiezione internazionale del nostro Paese. Partecipare da protagonisti a una delle più grandi infrastrutture scientifiche al mondo significa affermare la qualità della nostra comunità scientifica e la solidità del nostro sistema industriale, capace di contribuire a progetti di altissima complessità tecnologica. La cooperazione con il Cile, che ospita queste infrastrutture uniche al mondo, rappresenta inoltre un esempio concreto di diplomazia scientifica efficace. Di come cioè la scienza contribuisca a costruire relazioni stabili e durature tra Paesi, aiuti a creare fiducia reciproca e generare benefici condivisi".