C’è una scena che ogni amante dei gatti conosce bene: un balzo azzardato, una scivolata dal davanzale, un tonfo che fa trattenere il fiato. Poi il felino si rialza, scrolla le spalle con l’aria di chi non ha nulla da dimostrare e se ne va con passo offeso, come se cadere fosse stata una scelta. Da secoli osserviamo questa piccola magia domestica con stupore: i gatti cadono e, quasi sempre, lo fanno senza farsi male. Ora uno studio scientifico - rilanciato da ilpost.it - prova a spiegare perché.

Un gruppo di ricercatori della Università di Yamaguchi, in Giappone, ha affrontato uno dei misteri più curiosi della zoologia: come fanno i gatti a cadere sempre in piedi? La risposta arriva da un lavoro pubblicato sulla rivista “The Anatomical Record” e riguarda un elemento che nei felini è insieme architettura e strumento: la colonna vertebrale. Il fenomeno è noto agli scienziati come «raddrizzamento in aria». In pratica, quando un gatto cade riesce a ruotare il corpo mentre è sospeso e a orientare le zampe verso il basso prima dell’impatto. Sembra quasi un paradosso fisico: un corpo in aria, senza appoggi, dovrebbe avere poche possibilità di cambiare orientamento. Eppure i gatti lo fanno con una grazia che sfiora l’insolenza.