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Ultimo aggiornamento: 14:34

Per la terza volta questa settimana le sirene sono risuonate dalla base aerea di Incirlik, in Turchia. La base, che è la più importante struttura Nato del suo fianco sud- orientale, è stata presa di mira da un missile balistico iraniano per la prima volta otto giorni fa. Come allora, il missile di questa mattina è stato abbattuto dalla contraerea dell’Alleanza Atlantica.

Gli abitanti di Adana, che si trova a 10 chilometri dalla base, sono stati svegliati dal lugubre allarme, poco prima del comunicato diffuso da Washington in cui annunciava la chiusura del suo consolato ad Adana, esortando tutti i cittadini americani a lasciare la Turchia sudorientale.

Dall’inizio della guerra, i pasdaran iraniani hanno lanciato attacchi in tutto il Medio Oriente, soprattutto contro i paesi del Golfo, ma Ankara non sembrava essere un obiettivo dato il ruolo di mediatrice nei primi colloqui tra Usa e Iran. La Turchia però è pur sempre un membro geostrategico della Nato, pertanto la mancanza di segnali che facciano presagire un’imminente fine del conflitto, l’ha fatta entrare nel mirino del regime iraniano. Che, tuttavia, non intende colpirla davvero come sta facendo con i paesi del Golfo. Si tratta di avvertimenti affinché il presidente turco Recep Tayyip Erdogan faccia pressione sull’alleato Donald Trump con il quale ha stretto un rapporto piuttosto forte.