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L’ex sindaco di Milano (e avvocato) esce allo scoperto con un sms al "Giornale"

Un messaggio di solo due parole, ma in grado di aprire una falla senza precedenti nel fronte del No per il referendum del 22 marzo. «Voto Sì»: questo è il messaggio che alle nove di ieri sera arriva al cronista del Giornale. Viene da Giuliano Pisapia, il sindaco di Milano dal 2011. Il sindaco della rivoluzione arancione che strappò il capoluogo lombardo alle destre.

Pisapia non spiega perché, non risponde alle richieste di raccontare come sia arrivato alla sua decisione, dopo settimane in cui gli veniva chiesto ripetutamente da che parte si sarebbe schierato. Ma il testo di whatsapp è lì, inequivocabile: «Voto Sì». Nel pieno delle polemiche tra i due schieramenti, nei giorni in cui lo scontro sulla riforma della Giustizia arriva al calor bianco e volano parole pesanti, Pisapia evita accuratamente di entrare nella scena dello scontro mediatico. Si limita, almeno per ora, a rendere nota la sua decisione. «Voto Sì». Sapendo, probabilmente, di suscitare disorientamento nel «suo» popolo, in quello che quindici anni fa lo elesse sindaco di Milano dopo averlo incoronato nelle primarie del centrosinistra. Ma sapendo anche di ritrovarsi insieme a molti che nella sinistra da cui proviene hanno scelto di appoggiare la riforma della Giustizia.