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13 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:59

Schiaffi, pugni, colpi con sedie e mazze di ferro, fino all’uso di un estintore. È il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura sulle presunte violenze avvenute tra febbraio e novembre dello scorso anno all’interno dell’istituto penale minorile di Istituto penale minorile di Casal del Marmo. Dieci agenti di polizia penitenziaria risultano iscritti nel registro degli indagati con accuse che, a vario titolo, vanno dalla tortura alle lesioni fino al falso ideologico. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le aggressioni avrebbero avuto come vittime tredici giovani detenuti, tutti stranieri tra i 15 e i 19 anni. Gli episodi, stando alle testimonianze raccolte, si sarebbero verificati spesso di notte e in zone dell’istituto non coperte dalle telecamere di sorveglianza.

Tra i casi più gravi contestati dalla Procura c’è quello che riguarda gli agenti Tony Ruotolo e Agostino Piccioni, accusati di tortura. Come si legge nell’ordinanza di incidente probatorio, i due avrebbero procurato “acute sofferenze fisiche” a un detenuto di appena quindici anni. Secondo l’accusa, prima Piccioni gli avrebbe tirato un pugno all’occhio, poi il ragazzo sarebbe stato portato in infermeria dove sarebbe stato sottoposto a ulteriori violenze. Per la pubblico ministero Rosalia Affinito e il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, Ruotolo lo avrebbe anche minacciato di “tagliargli i testicoli”, pungendone uno con una forbice fino a far uscire sangue e provocandogli lesioni.