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Ultimo aggiornamento: 11:03
“Con l’amarezza di chi vede la sostanza soffocata dal frastuono e con il dovere di custodire le istituzioni, ho deciso di rinunciare alla mia presenza”. Monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, rende nota così la sua decisione di non partecipare, come annunciato giorni fa, al XXV Congresso di Magistratura democratica in corso a Roma. La scelta di prendere parte a un’iniziativa promossa da una delle associazioni di magistrati in prima linea nel fronte del No al Referendum sulla giustizia, aveva provocato qualche critica. “Se monsignor Savino vuole parlare di Costituzione, le Camere penali sarebbero ben felici di invitarlo anche a parlarne davanti agli avvocati”, dichiarava a fine febbraio il presidente delle Camere Penali per il Sì, Francesco Petrelli.
“La mia annunciata partecipazione a un’iniziativa promossa da Magistratura Democratica ha dato luogo a letture e interpretazioni polarizzate, rischiando di spostare l’attenzione dai contenuti a dinamiche di contrapposizione”, sottolinea oggi il vicepresidente della Cei che ribadisce quanto già esposto nei giorni scorsi: “La mia eventuale presenza non aveva e non avrebbe avuto alcuna intenzione di trasformarsi in un’indicazione di voto sul referendum – spiega-. Non compete a un vescovo suggerire un’opzione elettorale: sarebbe improprio sul piano istituzionale e riduttivo su quello spirituale”. “Ciò che compete, invece – sottolinea – è richiamare alcuni criteri di responsabilità civica che, in questo tempo, appaiono più necessari che mai. Primo: custodire l’equilibrio tra i poteri dello Stato“.








