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La sinistra occidentale ha una morale molto particolare. Non distingue tra aggressore e aggredito, tra democrazie e regimi

La scorsa notte un missile ha colpito la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove sono dislocati circa 300 nostri militari impegnati nella missione internazionale contro l'Isis. Per fortuna i soldati si sono rifugiati nei bunker e non ci sono state vittime. Ma il fatto resta: una base con presenza italiana è stata attaccata.

Ora, la domanda che viene spontanea è molto semplice: dove sono finiti tutti i professori di diritto internazionale che negli ultimi giorni hanno riempito piazze e talk show? Per settimane abbiamo assistito a un festival di giuristi improvvisati. La sinistra istituzionale, quella dei centri sociali, quella dei sindacati, quella delle femministe militanti e quella delle Ong si è trasformata all'improvviso in una cattedra collettiva di diritto internazionale. Tutti a spiegare, con aria grave, le differenze tra norme consuetudinarie e norme pattizie, tra legittima difesa e aggressione, tra trattati e principi dell'ordine globale.