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Ultimo aggiornamento: 9:06
È morto, all’età di 94 anni, Bruno Contrada. L’ex dirigente di polizia è stato il numero tre del Sisde (i servizi segreti interni) negli anni della guerra di mafia a Palermo. Il suo nome è stato al centro di una complessa vicenda giudiziaria: napoletano ma palermitano d’adozione aveva svolto la sua carriera nel capoluogo siciliano e ha percorso tutte le tappe dell’ investigatore da dirigente di polizia ad alto funzionario dei servizi segreti nell’arco di un trentennio. Dopo una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, passata in giudicato, una sentenza della Corte Europea ha ribaltato l’esito giudiziario per l’ex 007, perché il concorso esterno non era ancora reato in Italia. Così nel 2017 gli effetti penali sono stati annullati dopo la richiesta di revisione del processo infine accolta dalla Cassazione.
Contrada fu arrestato nel Natale del 1992, l’anno delle stragi palermitane, e ha trascorso 4 anni e mezzo in carcere e 3 anni e mezzo ai domiciliari. Due anni gli furono condonati per buona condotta. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. Il colpo di scena fu in Cassazione, quando l’assoluzione venne annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d’appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007. Il funzionario, che aveva subito una lunga custodia cautelare in carcere, tornò in cella e scontò tutta la pena fino al 2012.










