Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio ha accolto il ricorso presentato da sette associazioni ambientaliste e animaliste contro il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica adottato dal Governo nel 2023. Con la sentenza pubblicata l’11 marzo scorso, i giudici amministrativi hanno annullato tre parti centrali del provvedimento, giudicate in contrasto con la normativa nazionale ed europea.
A promuovere il ricorso sono state le associazioni Enpa, Lav, Leidaa, Lipu, Oipa, Lndc Animal Protection e Wwf Italia, che parlano di una “vittoria per la fauna selvatica, la scienza e la legalità e una sconfitta per le politiche antiscientifiche”.
Secondo le organizzazioni, il piano voluto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida avrebbe potuto aprire la strada a interventi di controllo sulla fauna “potenzialmente massivi, indiscriminati e in contrasto con il diritto nazionale ed europeo”, con il rischio di abbattimenti indiscriminati e con strumenti ritenuti non selettivi.
I punti del Piano bocciati dal Tar
La sentenza interviene su tre aspetti ritenuti particolarmente critici.







