Il Grande fratello entra anche nei negozi francesi? A febbraio, l’Assemblée Nationale ha votato un progetto di legge che consente l’utilizzo della videosorveglianza algoritmica (VSA) nei negozi fino al 31 dicembre del 2027. L’obiettivo conclamato è quello di lottare contro i furti di merci. Il testo, che ora passa al Senato, è stato approvato con 60 voti favorevoli e 13 contrari, con il sostegno della destra, dell’estrema destra e del partito del presidente. Non quello della sinistra che è contraria alla legge.La nuova sperimentazione della VSA: i negoziLa versione della legge approvata il 16 febbraio è stata presentata dal deputato di Renaissance Paul Midy e mira a “regolamentare l'uso da parte dei commercianti di strumenti di analisi video automatica per combattere i furti”. Nella pratica, se approvato anche dal Senato, questo testo permetterà di estendere l’utilizzo della VSA ai negozi. Ma cos’è la VSA?Questa si distingue da una videocamera tradizionale che trasmette immagini in diretta a un agente incaricato di verificarle o che permette di immagazzinarle per una trentina di giorni. La VSA aggiunge a questo sistema di videosorveglianza tradizionale l’intelligenza artificiale, che analizza quindi le immagini tramite un algoritmo, precedentemente impostato per riconoscere un determinato comportamento. Un esempio possono essere i servizi forniti dall’azienda francese Veesion, creata nel 2018.Aumentare le camere di videosorveglianza e dotarle di software AI per motivi di “sicurezza” È questo uno dei temi al centro del dibattito delle elezioni amministrative francesi di marzoTale utilizzo ad ora non è regolamentato da nessuna legge: “In linea di principio, i dispositivi di telecamere potenziate [...] sono vietati in assenza di un quadro giuridico specifico", precisa la Commission nationale de l'informatique et des libertés. Un concetto che è confermato anche da Noemi Levain, giurista de La Quadrature du Net, associazione per la difesa e la promozione dei diritti e delle libertà su internet fondata nel 2008: “È da tempo che abbiamo queste tecnologie nel mirino e continuiamo a dire che sono illegali”.Non è la prima volta che la Francia approva una sperimentazione della Vsa: un testo simile aveva infatti permesso l’utilizzo della videosorveglianza algoritmica per un anno (fino al 2025) durante gli eventi delle Olimpiadi di Parigi 2024, le Paralimpiadi e i grandi eventi quali il Roland Garros o la Fête de la Musique. Stavolta la sperimentazione permessa dalla legge durerà fino alla fine del 2027 e sarà applicata ai negozi e ai centri commerciali che potranno quindi implementare l’intelligenza artificiale alle loro videocamere di sorveglianza, previa autorizzazione della prefettura.I deputati hanno escluso diverse pratiche quali l'identificazione biometrica, il trattamento dei dati biometrici e le tecniche di riconoscimento facciale. Inoltre si dovrà rispettare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Rgpd). L’unico scopo della Vsa dovrà essere quello di individuare eventi che potrebbero presentare o rivelare un rischio di furto, grazie ad un utilizzo in tempo reale della tecnologia, impedendo qualsiasi ricorso alle informazioni a posteriori.Nonostante queste specifiche, gli esperti del tema si allarmano, preoccupati di come i dati personali dei cittadini potrebbero essere conservati e utilizzati, della compatibilità della legge con l’AI Act europeo e di come l’ingresso della VSA nei negozi potrebbe portare ad una sorveglianza generalizzata.Un nuovo passo a favore del mercato e contro le libertà?“In Francia potete già entrare in negozi dove la VSA è utilizzata, anche se attualmente è illegale”, spiega Noemi Levain. “Alla Quadrature abbiamo già detto che è illegale, così come il Consiglio di Stato e la Cnil. Nonostante ciò, il Parlamento vuole ora legalizzare questo utilizzo della videosorveglianza algoritmica. È ancora una volta la vittoria del mercato contro le libertà personali”.La presenza della VSA nei negozi è effettivamente confermata dal deputato Paul Midy, che, intervistato da Wired Italia, parla di circa 2000-3000 negozi che utilizzano queste tecnologie. Midy afferma che la videosorveglianza algoritmica “consente di ridurre i furti dal 20 al 50%, ad un costo accessibile per tutti, ovvero circa 20 euro al mese. Si tratta di una soluzione concreta e semplice per sostenere i commercianti e combattere efficacemente i furti”.E poi di nuovo le Olimpiadi (2030)In realtà, le precedenti sperimentazioni, come quelle compiute nel periodo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, hanno mostrato risultati giudicati tendenzialmente mediocri, come si evince anche da un rapporto parlamentare di marzo 2025. Nonostante ciò la stessa sperimentazione sarà probabilmente prolungata anche durante il periodo delle prossime Olimpiadi invernali, che saranno ospitate proprio dalla Francia nel 2030.Secondo Noemi Levain l’approccio seguito dalla Francia non è quello corretto: invece di sanzionare gli attuali utilizzi della videosorveglianza algoritmica che avvengono fuori dal quadro giuridico, la politica sta andando verso gli interessi delle aziende di videosorveglianza legalizzando una pratica che, per ora, è illegale. “Il meccanismo consiste nel far prevalere gli interessi economici sulle libertà”, dice.Secondo la giurista il rischio nell’implementare questo tipo di tecnologie nella vita di tutti i giorni è anche quello di una “sorveglianza permanente e di controllo sociale”.A queste preoccupazioni, Paul Midy risponde che la VSA non è il nuovo Big brother, bensì “uno strumento mirato per proteggere i commercianti da una realtà economica molto difficile. Questi dispositivi non effettuano né il riconoscimento facciale né la biometria. Analizzano solo comportamenti o movimenti considerati sospetti, ad esempio un gesto ripetitivo di occultamento della merce”. Il deputato afferma che “il quadro normativo è rigoroso e conforme alle raccomandazioni della Cnil e del Rgpd”, nonostante la Cnil abbia in realtà già dichiarato più volte illegali questi utilizzi della VSA fuori da un quadro legislativo.