Dal Lussemburgo a Napoli per trovare una cura e la possibilità di aprire gli occhi senza dolore.
È il viaggio della piccola Alessandra (nome di fantasia), una bambina di poco meno di due anni affetta da una rarissima forma di congiuntivite.
Il caso è giunto all'attenzione dei sanitari dell'ospedale Santobono di Napoli a metà dicembre scorso. E' allora che la mamma della piccola ha contattato l'Unità di Oculistica Pediatrica, diretta da Ciro Picardi, chiedendo un parere su una patologia rara che era stata diagnosticata in Belgio. Lì la bimba era arrivata dal Lussemburgo dove la famiglia, di origini italiane, vive da tempo. In Belgio i medici avevano fatto una corretta diagnosi ma, a detta della mamma, non avevano fatto cenno alle possibilità terapeutiche, da qui la decisione di inviare una mail a Picardi.
Gli occhi della piccola erano stati colpiti da una forma rarissima di congiuntivite chiamata congiuntivite lignea, così definita per la formazione di spesse pseudomembrane congiuntivali dall'aspetto duro, quasi "legnoso" che, senza un adeguato trattamento, possono progressivamente estendersi fino a coinvolgere l'intera superficie oculare e compromettere la funzione visiva. Quando la bambina è arrivata al Santobono è stata immediatamente presa in carico da un'équipe multidisciplinare, un lavoro di squadra necessario per affrontare una patologia così complessa e rara. La congiuntivite lignea, infatti, rappresenta la manifestazione più frequente di una patologia ancora più rara, ossia il deficit congenito di plasminogeno, una malattia che può interessare diversi organi e apparati. Nel caso di Alessandra, la patologia è comparsa dopo un episodio di congiuntivite batterica, che ha agito come fattore scatenante facendo emergere la malattia genetica fino a quel momento silente.






