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L’attribuzione del "Salvatore" in Sant’Agnese appartiene al romanzo e non alla storia dell’arte
Ora che i nodi critici sono stati esposti, vengono fuori anche i pettini. Avevo evidenziato nelle pagine di questo giornale, quando altrove era ancora tutto un rimbombare di trombe trionfali sul ritrovamento di un capolavoro di Michelangelo, che l'attribuzione di quel modesto busto nella basilica nomentana di Sant'Agnese riferito al Buonarroti anche ai tempi di Stendhal e di Turner, opera di chiara destinazione privata che solo nel secondo Ottocento è finita su un altare della chiesa da uno spazio attiguo soppresso, non avrebbe mai passato il vaglio di un'analisi stilistica appena decente.
Che cosa è l'analisi stilistica? È il metodo preliminare con cui gli storici dell'arte si mettono in comunicazione con un'opera, cercando di interpretarne il codice linguistico per poterne cavare a riguardo informazioni quanto mai pertinenti, riferibili, se non direttamente a un autore o a un certo ambito espressivo, alla sua provenienza storica, geografica e culturale. L'analisi stilistica è lo strumento su cui confida maggiormente lo studioso formatosi secondo la cosiddetta connoisseurship, quella che ha avuto esponenti, solo per citare i più noti, del rango di Bernard Berenson, Roberto Longhi e Federico Zeri. Verrà forse un giorno in cui l'intelligenza artificiale potrà fare a meno della connoisseurship umana, la cui competenza si basa in fondo su apparenze che in quanto tali possono essere sempre ingannevoli, e di tutto il talento intuitivo che a essa viene comunemente associato, limitando anche i grandi abusi che in nome dell'infallibilità dell'occhio esperto sono stati compiuti ai danni di una storia dell'arte che fosse quanto più sanamente oggettiva. Fino a quando, però, quel momento non verrà, dell'analisi stilistica non si potrà ancora fare a meno. Chi dovesse sbagliarla comincerebbe col piede sbagliato allo stesso modo di un medico che fallisse la diagnosi, tutto ciò che ne verrebbe fuori non potrebbe non essere compromesso nella sua attendibilità da questa iniziale incapacità di valutazione.







