Alla fine ha scelto una sorta di patteggiamento. Davanti alla Corte dei Conti, l’ex rettore dell’Università di Genova Paolo Comanducci ha deciso di versare 35mila euro, in parte all’Ateneo e in parte all’Inps, nel processo contabile sull’assunzione dell’ex disaster manager del Comune Sandro Gambelli.
Uno degli (ex) dirigenti di Palazzo Tursi condannati per l’alluvione del 2011 e poi licenziato per giusta causa, come spiegato a fianco in questa pagina. Ma subito “ripescato” appunto dall’Università, nonostante ritenuto colpevole in via definitiva di falso in atto pubblico. Stessa sorte per Cristian Borrello, all’epoca dei fatti direttore generale di Ateneo.
A entrambi, assistiti dagli avvocati Luigi Cocchi, Luca Alessandro Ponzoni e Cristina Carbone, la Procura ha contestato un danno erariale da oltre 421mila euro. Una cifra monstre figlia di tre annualità di stipendio pagate “irregolarmente” al 66enne Gambelli, assunto nel dicembre 2019, più il trattamento di fine rapporto (Tfr) e i contributi previdenziali di pensione anticipata “maturati illecitamente”.
Tecnicamente, si legge nel decreto firmato dal presidente della sezione giurisdizionale Piero Carlo Floreani, entrambi gli imputati hanno chiesto «la definizione del giudizio con rito abbreviato, senza alcuna ammissione o riconoscimento di responsabilità e contestando integralmente il contenuto del libello introduttivo». Il pubblico ministero Antonio Gribaudo ha dato parere favorevole sottolineando «l’assenza di ogni arricchimento personale dell’istante e con l’avvenuta contestazione, in via subordinata, dell’elemento psicologico in termini di colpa grave». Insomma, per l’accusa né Comanducci né Borrello hanno intascato qualcosa dall’assunzione di Gambelli. Nel dettaglio «22.988 euro ciascuno dovranno essere versati all’Università degli Studi di Genova e 12.012 ciascuno all’Inps».






