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Ultimo aggiornamento: 17:29
Che fine ha fatto la satira? È vero che in Italia è scomparsa? E altrove come se la passa? Nel suo centesimo numero MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, da venerdì 13 marzo in libreria (trova qui la più comoda per te) e sugli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli, Unilibro), risponde a queste domande con autori d’eccezione. A cominciare dalle firme satiriche del Fatto Quotidiano, con le loro vignette e illustrazioni spesso al centro di scontri incandescenti con il potere politico: Disegni, Franzaroli, Mannelli, Mora, Natangelo, Vauro.
In un lungo articolo, Daniele Luttazzi fissa il perimetro della satira, e che cosa la distingue dalla comicità. Secondo Luttazzi, in Italia non si è mai fatta così tanta satira, sui social, sui giornali e nei teatri, ma il graffio al potere è stato estromesso dalla televisione, perdendo gran parte del suo impatto sull’opinione pubblica. Mario Natangelo polemizza sull’eterna domanda sui “limiti della satira”, chiedendosi se non spetti ad altre categorie interrogarsi sui propri limiti, i politici in primis.
La satira che graffia il potere, ma anche vezzi e vizi di noi comuni mortali, esiste ancora, racconta un’inchiesta di Tommaso Rodano sugli stand up comedians più seguiti, soprattutto all’estero, dagli Stati Uniti all’Europa. Da Dave Chapelle a Ricky Gervais, agli italiani Francesco De Carlo ed Edoardo Ferrario.







