Nessun errore o effetto collaterale: l'Iran voleva colpire la base italiana di Camp Singara in Iraq.

A Erbil si contano ancora i danni provocati dal drone 'shahed' che si è schiantato contro un autocarro militare, poi andato in fiamme.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ne è certo: si è trattato di un attacco deliberato, perché "quella è una base della Nato ed è anche americana".

Tirato un sospiro per i 141 nostri militari, tutti rimasti incolumi all'interno dei bunker, ora si sta cercando di capire come evacuarli. "Abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione, ne abbiamo spostate una quarantina in Giordania, e per gli altri era già in fase di programmazione un rientro, che non è facile, perché non è possibile mandare un aereo, quindi deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia", ammette il numero uno della Difesa.

Da giorni la strategia è la riduzione di personale e si stanno ancora valutando i numeri di questa rimodulazione. Nulla si può escludere, ma è difficile e non presa in considerazione finora l'idea di abbandonare la missione.