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Milano, 12 mar. (askanews) – Aumentare la capacità produttiva di droni aprendo stabilimenti all’estero. Da qualche settimana alcune aziende ucraine di armi che cercano di proteggere le catene di approvvigionamento dagli attacchi russi, stanno costruendo stabilimenti fuori dal paese.
In un edificio poco appariscente vicino alla base aerea britannica di Mildenhall, il produttore di droni Ukrspecsystems si appresta ad aprire una nuova linea di produzione che tra poche settimane, sarà in grado di produrre fino a 200 droni di sorveglianza (ISR) al mese, e fino a 1.000 a lungo termine.
“È un grande passo coraggioso che abbiamo compiuto al di fuori dell’Ucraina”, afferma Rory Chamberlain, direttore di Ukrspecsystems UK. “Il nostro piano è quello di proteggere la catena di approvvigionamento, questo è il posto migliore per farlo e poi consegnare i prodotti da qui.”
Sebbene l’Ucraina abbia incrementato la produzione di droni dopo l’invasione russa del 2022 – con oltre quattro milioni di unità prodotte nel 2025,- la domanda rimane enorme. Kiev ha allentato l’embargo sulle esportazioni di armi, consentendo il trasferimento di tecnologia ai paesi alleati, che possono quindi ospitare linee di assemblaggio e i prodotti finiti vengono reimportati in Ucraina. Mai come oggi la domanda di droni da combattimento è in vertiginoso aumento.






