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12 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:27
L’Italia partecipa al rilascio coordinato di riserve petrolifere di emergenza deciso dai Paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) per stabilizzare i mercati internazionali. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha confermato che il contributo nazionale sarà di 10 milioni di barili, quota che rappresenta circa il 2,5% del totale di 400 milioni di barili stanziati complessivamente dai Paesi membri. Il volume, pari a 1.605.000 tonnellate di petrolio equivalente, rappresenta il 13,5% delle scorte di sicurezza italiane. Nonostante l’entità del rilascio, il Mase definisce la situazione nazionale soddisfacente: le riserve attuali ammontano a 11.903.843 tep, garantendo 90 giorni di importazioni nette in linea con le norme Ue.
Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Aie, ha descritto l’attuale scenario come un punto di svolta critico per le piazze energetiche, sottolineando che l’immissione di riserve è la più grande della storia. Secondo l’Agenzia, il conflitto in Iran ha causato la maggiore interruzione delle forniture mai registrata, con una riduzione della produzione nel Golfo di almeno 10 milioni di barili al giorno. La causa principale risiede nel blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, dove il transito è crollato dai 20 milioni di barili quotidiani a un volume minimo. L’Agenzia prevede per marzo una contrazione delle forniture globali di 8 milioni di barili al giorno, a fronte di una domanda che si mantiene sopra i 100 milioni. Secondo l’Aie, però, l’efficacia dello storico rilascio di riserve è strettamente legata alla durata del blocco dello Stretto di Hormuz: l’agenzia teme che la carenza di approvvigionamento continuerà ad aumentare a meno che i flussi di traffico non riprendano rapidamente.










