Un letto disfatto, con oggetti personali e bottiglie sparsi intorno, segni evidenti di una vita senza filtri. Può davvero essere arte? Per qualcuno sì, e anche molto preziosa. L’installazione My Bed dell’artista britannica Tracey Emin è stata venduta nel 2014 per oltre due milioni e mezzo di sterline (circa 3 milioni di euro) e racconta un momento di crisi personale diventato una delle opere più discusse dell’arte contemporanea.
Realizzata nel 1998, l’installazione rappresenta il letto dell’artista dopo un periodo di forte depressione legato alla fine di una relazione sentimentale. Resti di una quotidianità disordinata che raccontano in modo tanto crudo quanto vero quel momento difficile della vita di Tracey Emin. L’opera, intitolata letteralmente My Bed, è composta proprio da quel letto e dagli oggetti che, all’epoca, facevano parte della sua vita quotidiana e segnavano simbolicamente la rottura sentimentale vissuta dall’artista. Quando venne presentata nel 1999 e candidata al Turner Prize, l’installazione divise pubblico e critica: per alcuni era una provocazione priva di senso, per altri un potente racconto autobiografico. Oggi è considerata una delle immagini più emblematiche dell’arte britannica degli anni Novanta ed è esposta nella grande retrospettiva che la Tate Modern di Londra dedica all’artista.






