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La sinistra vorrebbe farci credere che oggi il pericolo sono solo i "suprematisti bianchi", tipo quelli che sabato scorso sono stati portati in piazza da Jake Lang. E in questa narrazione acritica finisce per non vedere i violenti figli di Allah
È una polaroid perfetta, nitidissima. Un'istantanea di disarmante efficacia. Un "fermoimmagine", per la verità, che racconta, più di ogni manuale sociologico, sermone politico o invettiva, la portata comica della tragedia in cui è sprofondata la società occidentale. La raffigurazione plastica del progressismo contemporaneo sta tutta qui: un solone dell'accoglienza, che al megafono sta pontificando la magnificenza della società aperta contro i "suprematisti bianchi" che a loro volta stanno urlando contro la deriva islamista di New York, viene scavalcato da un estremista islamico che lancia un ordigno rudimentale contro i manifestanti di destra e che da lì a qualche ora si scoprirà essersi ispirato all'Isis. Il tutto a pochi passi dalla residenza di Zohran Mamdani, il primo sindaco musulmano della Grande Mela.






