Non è solo un inestetismo, ma una patologia infiammatoria cronica della pelle in costante aumento. Secondo gli ultimi dati pubblicati sul British Journal of Dermatology, negli ultimi 35 anni i casi di acne sono cresciuti del 14% arrivando a interessare quasi 10 mila persone ogni 100 mila abitanti in tutto il mondo. A esserne più colpiti sono adolescenti e giovani tra i 10 e i 24 anni, con un picco tra i 10 e i 14 anni seguito dalla fascia 15-19 anni, con un impatto emotivo rilevante.
Le analisi che accompagnano lo studio suggeriscono che il trend potrebbe essere influenzato da fattori come stress, urbanizzazione, esposizione all'inquinamento e abitudini cosmetiche scorrette: elementi che aggravano l'infiammazione e possono contribuire alla persistenza dell'acne oltre l'adolescenza. Il carico della malattia, infatti, cresce anche tra giovani adulti. «L'acne può manifestarsi in età adulta spiega la dottoressa Annamaria Mazzotta, direttore Uosd di Dermatologia dell'ospedale San Camillo di Roma perché è una patologia multifattoriale, legata a squilibri ormonali, processi infiammatori, predisposizione genetica e all'equilibrio del microbioma cutaneo: quando si altera, l'infiammazione aumenta e compaiono le lesioni tipiche». A rendere più complessa la condizione contribuiscono anche le cicatrici, che lasciano segni visibili non solo sulla pelle, ma anche sulla percezione di sé. «Per questo intervenire precocemente e in modo corretto aggiunge Mazzotta aiuta a controllare l'infiammazione e a ridurre il rischio di cicatrici permanenti».







