Deluso da Dusan Vlahovic, ma orgoglioso della sua storia. David Trezeguet, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, torna a parlare della Juventus e del ruolo degli attaccanti nel club che lo ha consacrato. “Segno, quindi sono — ha esordito — Sento parlare tanto di algoritmi, ma alla Juve ho imparato una lezione semplice, conta solo vincere. E se sei un attaccante, contano i gol e la vittoria”.

Un attacco anche al serbo ex Fiorentina, che potrebbe rinnovare con Madama dopo mesi estivi nei quali era stato avvicinato al Milan di Massimiliano Allegri: “Da chi più deluso tra David e Openda? Mi sarei aspettato di più anche da Vlahovic — ha risposto — Quest’anno si è infortunato, ma è alla quinta stagione a Torino e ancora adesso non si sa con certezza se sia veramente un nove da Juve. Io ero super ottimista su Dusan quando é arrivato dalla Fiorentina. Un po’ perché è serbo e avevo il ricordo di Kovacevic, un autentico animale in campo. E un po’ perché Vlahovic é veloce, fisico, con buona tecnica e a Firenze segnava molto. Ma la maglia della Juve è diversa. Se ancora adesso si parla di Vlahovic come di una promessa, qualcosa non va".

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