Tra Massimo Giletti e Vincenzo De Luca non è mai corso buon sangue. Quattro anni fa l’allora potentissimo governatore Pd della Campania aveva insultato il conduttore di Non è l'arena, su La7: «Mi è sembrato un esaltato. Ci sono personaggi che noi ricoveriamo al Cardarelli in coma etilico. Quando ho visto questo personaggio mi è venuta questa riflessione: fosse stato a Napoli lo avremmo già ricoverato». Giletti in studio si era fatto una risata e poi aveva contrattaccato: «Va bene, io sarò un ubriacone, ma lei è uno sceriffo un po’ scarso: solo chiacchiere e distintivo. Solo chiacchiere e distintivo».
Oggi Giletti ha cambiato rete e programma, e a Lo Stato delle cose su Rai 3 ha affondato nuovamente il colpo sullo Sceriffo, non più presidente di Regione (ma, forse, di ritorno nel suo feudo, Salerno, nuovamente come sindaco). Ad animare la puntata è il caso del “cuore bruciato” del piccolo Domenico Caliendo, un dramma che ha sconvolto Napoli e l’Italia. Nei giorni scorsi De Luca aveva diffuso sui social un video con cui, dopo la tragedia aveva invitato tutti a mantenere i toni bassi e a «evitare derive mediatiche che si presentano in maniera strumentale, perfino sul piano politico».
LO STATO DELLE COSE, GILETTI SPIANA DE LUCA: "LEI NON PUÒ CHIEDERMI DI TACERE"






