Per un lungo periodo la creatività è stata come la ricetta della Coca Cola. Chi la possedeva aveva accesso diretto a qualcosa di unico e impossibile da imitare. Chi ne era sprovvisto era costretto ad accontentarsi di ciò che trovava. Ora le cose sono cambiate. E anche parecchio. Perché la fantasia non si trova più solo nella mente delle persone, ma anche (e soprattutto) sugli schermi degli smartphone. È lì che da qualche mese a questa parte prendono forma reami incantati, buffi giganti, animali parlanti, draghi sputafuoco, maghi pasticcioni e temibili stregoni. Il merito è di Open Fantasia, una app tutta italiana che grazie all’intelligenza artificiale non solo permette a bambini e genitori di creare una fiaba originale e unica, ma anche di vederla prendere vita e animarsi.Il progetto è partito nel luglio del 2025 e ha fatto molto discutere, pur non essendo il primo nel suo genere. I turboscettici delle IA hanno guardato subito con sospetto all’invasione da parte dell’informatica di uno dei pochi momenti intimi rimasti alle famiglie: la lettura delle fiabe della buonanotte. I più progressisti, invece, hanno sottolineato come il funzionamento stesso dell’applicazione prevedesse una stretta collaborazione fra bambini e genitori. Il piano veniva capovolto. Non si tendeva più alla conferma del famoso aforisma di Flaiano "La fantasia trascurata si vendica", ma alla dimostrazione di come la tecnologia potesse diventare un vero e proprio amplificatore della creatività.Il dibattito arriva in un momento storico in cui l’attenzione verso i contenuti rivolti ai più piccoli è altissima. Molte fiabe provengono da epoche anacronistiche e presentano personaggi e situazioni in conflitto con la nuova sensibilità dei nostri tempi. E se da una parte la produzione di storie per bambini ha conosciuto un vero e proprio boom, dall’altra è impensabile avere dei contenuti nuovi a cadenza quotidiana. Tanto per una questione economica quanto pratica. A fare la differenza, però, è anche un altro aspetto. Ossia la personalizzazione dei contenuti. In un’epoca dove la "customer experience" è stata elevata a sistema, anche i più piccoli sono alla ricerca di storie tagliate proprio su di loro.È questo il punto di forza di Open Fantasia. Tramite un’interfaccia grafica molto semplice, infatti, bambini e genitori hanno il completo controllo su tutti gli aspetti della storia che si andrà a creare. Per prima cosa, infatti, è necessario scegliere l’età del bimbo o della bimba che ascolterà la fiaba. Serve a calibrare nel miglior modo la comprensibilità della favola, tanto nel linguaggio quanto contenuto. Poi si passa alla creazione dei personaggi, che vengono disegnati dalla AI secondo le indicazioni fornite direttamente dai piccoli scrittori. Una volta definiti e accettati i dettagli si passa alla costruzione della trama. Bastano poche parole per spiegare non solo lo svolgimento della favola che si vuole creare, ma anche la morale che si vuole trasmettere. Poi, prima di passare alla generazione del contenuto, si deve scegliere la voce del narratore. Ce ne sono diverse già impostate di default. Ma c’è anche la possibilità di registrare la propria voce per creare un qualcosa di unico ed estremamente coinvolgente per i propri figli.La generazione del contenuto dura circa un minuto. E il risultato supera le aspettative. Mio figlio di sette anni si è divertito a dar vita a una fiaba in cui un orsetto verde non riusciva a integrarsi con gli altri orsetti marroni. Almeno fino a quando un orsetto blu ha vinto la paura della diversità e gli ha chiesto di giocare insieme. E anche una storia in cui la sua versione da supereroe salvava il Colosseo dall’attacco di un gigantesco T-rex. Ma solo grazie all’aiuto del suo Super-papà, giornalista a tempo pieno e supereroe nei ritagli di tempo (o viceversa). In entrambi i casi la soddisfazione del bimbo è stata alta. E le richieste di nuove favole si sono susseguite per giorni.D’altra parte l’idea di sviluppare un’app del genere nasce proprio dalla inestinguibile sete di nuove storie da parte dei più piccoli. "I miei nipoti mi chiedevano in continuazione di pensare nuove fiabe – racconta Mattia Fantinati, Ceo di Open Fantasia e creatore dell’applicazione insieme a un altro ingegnere, Claudio Tomazzoli – così mi sono trovato presto in difficoltà. Ho chiesto l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Con un piccolo problema: le AI non erano ancora particolarmente brave in materia". Il lavoro è stato tutto in salita. Anche per le difficoltà incontrate dall’intelligenza artificiale nel riprodurre immagini coerenti pagina dopo pagina. "Per questi strumenti un principe è sempre un principe – spiega Fantinati – una volta che l’hanno disegnato biondo e con gli occhi azzurri, per loro il gioco è fatto. Così si creano delle situazioni paradossali. In una foto il principe è altissimo, nell’altra è alto quanto un bambino. Il lavoro più difficile è stato proprio questo: spiegare alle IA come creare un personaggio specifico e come riproporlo per tutta la storia senza alterazioni, come ancorarlo alla fiaba insomma".L’aspetto che desta maggiore curiosità, tuttavia, riguarda le diverse applicazioni che può trovare un’applicazione come Open Fantasia. E la lista è pressoché sterminata. Per prima cosa l’app può funzionare come un accorciatore di distanze. I genitori che si trovano fuori per lavoro possono comunque preparare delle fiabe (magari con la propria voce) da leggere o ascoltare prima di andare a letto, in una sorta di rielaborazione di Favole al Telefono di Gianni Rodari. Oltre all’utilizzo nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, abbastanza "citofonato", l’app può trovare terreno fertile anche negli ospedali, pediatrici o meno. Perché a volte una fiaba può aiutare i bambini a comprendere la malattia propria o altrui. "C’è stata una mamma – racconta Fantinati – che grazie a Open Fantasia è riuscita a spiegare al figlio ciò che le parole non erano in grado di fare. Si è messa a nudo, gli ha raccontato la sua condizione medica e le cure a cui si doveva sottoporre attraverso i personaggi di una storia. Lui ha capito appieno e ha apprezzato il fatto di essere stato coinvolto".Certo, una app di fiabe generate dalla AI non è certo un presidio medico, eppure, se utilizzata in maniera corretta può dare grande sollievo. Come nel caso dei bambini che si trovano a dover aspettare ore per poter accedere alle cure e che possono dribblare il tempo leggendo le proprie storie. Perché potrà anche cambiare il supporto, ma il potere delle favole di far sognare e di consolare resta intatto.