L'Italia è in mare per difendere l'Europa, e non solo, nella crisi scoppiata in Medioriente.

La fregata missilistica 'Federico Martinengo' - la nave della Marina con a bordo oltre 160 militari italiani partita dal porto di Taranto venerdì scorso - è giunta nell'area di Cipro a protezione dell'isola.

La Fremm, che sta operando nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda, si è ricongiunta al gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle. L'obiettivo è di difendere l'isola dagli attacchi provenienti da Iran o Libano: potranno avvistare con i radar eventuali droni o razzi fino a circa duecento chilometri di distanza mentre a neutralizzare le minacce potrebbero essere i missili Aster, attivi nel raggio di cento chilometri.

Non c'è solo la Martinengo. Altre due navi si trovano nel quadrante geografico coinvolto dalla crisi, impegnate nelle due diverse missioni Aspides e Atalanta: ora non si esclude che possano essere rafforzate, così come prevede la risoluzione di maggioranza approvata in Parlamento in queste ore. L'eventualità di un "adattamento e rafforzamento di tali missioni" si verificherebbe - si spiega nel documento - "in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse". Proprio l'Italia - secondo quanto già prevede la turnazione al comando delle missioni all'estero - assumerà la prossima settimana il comando della forza navale di Aspides, con la nave Rizzo, attualmente nel Mar Rosso davanti alle coste dello Yemen, per scortare in sicurezza il traffico mercantile europeo. Nata nel 2024 in risposta agli attacchi Houthi contro le navi di passaggio, l'operazione riguarda le principali linee marittime di comunicazione in quell'area.