Sarebbe dovuto arrivare domani il braccialetto elettronico disposto, insieme agli arresti domiciliari, per Santino Bonfiglio, 67 anni, reo confesso del femminicidio della ex Daniela Zinnanti.

Il dispositivo di controllo, che il gip aveva prescritto nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dopo la denuncia per lesioni presentata dalla vittima il 5 febbraio scorso, non era disponibile al momento della esecuzione del provvedimento. Bonfiglio lunedì sera, è evaso dalla sua abitazione, e ha ucciso l'ex compagna a coltellate.

Daniela Zinnanti, 50 anni, massacrata dal suo ex con una quarantina di coltellate, è morta in un bagno di sangue. "Un femminicidio annunciato", dicono i familiari, epilogo della relazione avuta con Santino Bonfiglio, 67 anni, fermato per l'omicidio e reo confesso. Un rapporto violento, scandito da tanti episodi e culminato nel barbaro assassinio della donna, che lascia due figli avuti da una precedente relazione.

Il delitto è avvenuto nell'abitazione della vittima, nel quartiere Lombardo a Messina. L'uomo era ai domiciliari per aggressione, violenza e minacce proprio per una denuncia della donna che circa un mese fa era stata picchiata da Bonfiglio ed era finita in ospedale con sette costole fratturate. Precedentemente la vittima aveva presentato un'altra denuncia sempre perché era stata picchiata ma poi l'avrebbe ritirata.