«Quando loro saranno pronti, noi saremo pronti». Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, aveva annunciato a fine gennaio la possibilità di un’applicazione provvisoria dell’accordo con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), non appena uno di essi lo avesse ratificato. L’occasione è arrivata dopo poco più di un mese, con Argentina e Uruguay in prima linea. Per l’applicazione definitiva si dovrà comunque attendere l’ok dell’Europarlamento, ma nel frattempo si apre ufficialmente la partnership con un’economia sudamericana che coinvolge 270 milioni di persone.
Eppure, quella con il Mercosur non è l’unica intesa che ha fatto passi avanti nel corso degli ultimi mesi: a fine gennaio l’Ue ha firmato un accordo di libero scambio (Als) con un’altra grande potenza economica: l’India. Un mercato che vede 180 miliardi di euro l’anno di beni scambiati con l’Europa, che aveva avviato i negoziati già nel 2007. Non è un caso che due importanti intese siano arrivate in così breve tempo: l’Unione europea sta premendo l’acceleratore per ridurre la propria dipendenza economica da Stati Uniti e Cina in un contesto geopolitico sempre più instabile. Solo nell’ultimo anno sono entrati in vigore due nuovi accordi commerciali: quello di libero scambio con la Nuova Zelanda e quello di partenariato economico con il Kenya.






