Addio al calcio. E più padel per tutti. La conversione dei campi milanesi allo sport del momento sta contagiando tanti. Con pesanti ripercussioni in città. E con divisioni che trascendono il piano sportivo e toccano quello della battaglia politica. Il tema è così infuocato che si sono create divisioni all’interno della stessa maggioranza comunale con una parte del Pd che spinge per la novità e i riottosi che parlano di padelizzazione della città. Ma andiamo con ordine.
In aula a Palazzo Marino è approdato il piano di riqualificazione del centro sportivo di via Cilea 61, nel quartiere Gallaratese, chiuso e abbandonato dal 2019. Venerdì la giunta di Beppe Sala ha dichiarato l’interesse pubblico per il progetto di riqualificazione della società dell’ex calciatore neroazzurro Esteban Cambias so (La camfit SSD) presentato a luglio. L’ok è arrivato direttamente da Martina Riva, assessora allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano.
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L’ex campione, tre anni prima, aveva rilevato la Bamboo Sport Club, che a sua volta aveva comprato la A.S.D Calciolandia, dal 2020 titolare della convenzione per la gestione del centro comunale. Eppure qualcosa non ha funzionato. Perché il sì dell’assessora Riva non è stato condiviso dal Municipio 8 e dai comitati, che si sono opposti al nuovo progetto. Ad esprimere parere contrario è stato anche Alessandro Giungi, consigliere comunale di Milano del Pd. «Un diluvio di cemento – ha tuonato Giungi - nel Parco agricolo Sud che non risponde alla fame di campi da calcio a 11 che c’è nella nostra città. Abbiamo “padelizzato” il Municipio 8. È contrario il Consiglio comunale – ha continuato il consigliere dem-, è contrario il Municipio 8, è contrario l’assessore Bertolè, ma la Giunta ha dichiarato l’interesse pubblico».






